Porte Aperte

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Hub Polifunzionale del territorio

Recapiti

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Dentro l’équipe che ricuce i bisogni delle persone e del territorio

Intervista a Concetta Ricco

Ogni settimana, a Tor Bella Monaca, si riunisce l’équipe multidisciplinare di Porte Aperte, l’hub polifunzionale per il territorio nato in coprogettazione tra 11 enti del Terzo Settore e il Dipartimento delle Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale. In queste riunioni gli operatori di tutti gli enti si confrontano sui bisogni espressi dalle persone che accedono all’hub. E’ il momento in cui prende forma un modello di collaborazione speciale, che ha scelto di mettere davvero al centro le persone, nella loro unicità e nella loro relazione con la comunità.

Abbiamo chiesto a Concetta Ricco, che per Cospexa – ente capofila dell’ATS – segue dall’interno le attività di Porte Aperte come coordinatrice del progetto, di raccontarci come funziona, cosa significa costruire risposte condivise in un territorio complesso come Tor Bella Monaca, e quali sono le sfide, e le soddisfazioni, di questa modalità di lavoro basata sull’ascolto, il confronto e la condivisione.

Cosa succede concretamente in un incontro dell’équipe multidisciplinare? Come si passa dal confronto tra professionisti diversi a una risposta concreta per la persona che si è rivolta all’hub?

L’équipe multidisciplinare è composta da professionalità differenti (psicologi, educatori, assistenti sociali, ecc.) messe a disposizione dal partenariato per prendere in carico i bisogni delle persone che si rivolgono a Porte Aperte. L’obiettivo è quello di superare la frammentazione degli interventi per proporre un vero e proprio progetto personalizzato che tenga conto di tutte le aree di vita della persona e della possibilità di accompagnarla anche alla presa in carico dei servizi sociosanitari pubblici. Concretamente, durante la riunione dell’équipe multidisciplinare vengono discussi i bisogni di persone che sono emersi durante tutte le attività dell’hub,segnalati dai coordinatori delle attività (un esempio può essere il bisogno di trovare un’occupazione da parte di una madre che ha portato il figlio allo spazio 0-6), oppure i bisogni di nuclei familiari vulnerabili segnalati dai servizi educativi o sociosanitari territoriali (ad esempio il bisogno di inclusione di un adolescente in carico al Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva). Dopo un’attenta analisi da parte dell’équipe, che è composta da professionisti esperti, viene ipotizzato un progetto su misura che potrà essere proposto alla persona o alla famiglia, tramite il coordinatore dell’attività che sta frequentando, tramite un referente dell’équipe multidisciplinare stessa o tramite i servizi socio-sanitari di riferimento.

Undici enti con culture organizzative, linguaggi e mission differenti: come si sta costruendo questo modo di lavorare condiviso? Quando è iniziato il percorso, quali difficoltà e quali vantaggi si riscontrano?

Il percorso di lavoro tra i partner che hanno deciso di concorrere a progettare insieme l’Hub polifunzionale Porte Aperte parte da lontano, in quanto tutti gli enti sono radicati e attivi sul territorio di Tor Bella Monaca da molti anni. Insieme alle istituzioni municipali e comunali, sociosanitarie e scolastiche, negli ultimi anni abbiamo partecipato allo sforzo di creare un patto di comunità che portasse alla costruzione di una rete sociale integrata per valorizzare le risorse di un territorio troppo spesso connotato solo dai suoi problemi. Questo percorso ci ha portati a partecipare insieme al progetto di Porte Aperte e a dare il valore aggiunto di un ventaglio di competenze diversificate che consente di operare con le diverse categorie di bisogno. Indubbiamente il lavoro quotidiano che include un partenariato così ampio è faticoso perché è necessario il massimo coordinamento affinché tutto il servizio funzioni in modo armonico e senza incepparsi, ma la contaminazione tra gli operatori per gestire insieme le attività sta portando un arricchimento prezioso a tutti e un valore aggiunto alle attività.

Il modello di Porte Aperte punta a leggere ogni situazione nella sua unicità, senza perdere di vista la dimensione comunitaria: come si tiene insieme questa doppia scala, il caso individuale e il territorio? C’è un momento, una storia, un risultato che vuoi condividere con noi?

La sfida che ci siamo posti è quella di perseguire l’inclusione sociale e la possibilità di dare alle persone che abitano Tor Bella Monaca delle opportunità affinché possano migliorare la qualità della loro vita e perseguire i loro sogni. Siamo consapevoli che non c’è benessere senza lavoro, non c’è lavoro senza istruzione, e tutte le aree della vita di una persona sono interconnesse. Per questo motivo a Porte Aperte si cerca di privilegiare la personalizzazione dei percorsi in modo da rispondere realmente ai bisogni delle persone. La dimensione comunitaria è inscindibile dalla dimensione individuale perché significa avere la possibilità di unire le forze, di apprendere dalle esperienze degli altri, di conoscere cose nuove, di partecipare attivamente alla riappropriazione di spazi collettivi e di unire le generazioni. Ci sono molte storie nel nostro lavoro e invitiamo tutti a venire di persona agli eventi di comunità per conoscere le persone che abitano questo territorio.

Qual è il valore aggiunto di un’ampia coprogettazione con il Dipartimento Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale come quella di Porte Aperte?

Il Dipartimento Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale ha creduto fin dal principio in questo progetto e in questo territorio e la coprogettazione continua a fornire un valore aggiunto consentendo a Porte Aperte di entrare in sinergia con il più ampio panorama degli interventi di riqualificazione sul territorio capitolino, e ci auspichiamo che nel tempo possa diventare un vero e proprio punto di riferimento per gli abitanti.

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